The last Promise: fotografie per una promessa

“The last Promise”, o se preferite “L’ultima Promessa”, è un progetto fotografico con un’origine particolare.

Non sono soltanto fotografie. Sono storie. O meglio, è una sola storia: il viaggio per il mondo alla ricerca di due occhi.
Ma come per ogni viaggio, occorre una mappa, prima ancora che un paio di scarpe.
Pertanto ecco la vostra mappa:

“Ho incontrato una Donna, molto tempo fa. Aveva gli occhi color del mare.
Ho avuto la fortuna di potermi tuffare in loro notte e giorno, di poter specchiare l’uomo che ero in quello sguardo. Ne ero innamorato: di quella luce, di quei riflessi, di quell’universo.
Ma le storie, si sa, non hanno sempre l’epilogo che vorremmo.
L’ultimo giorno che ho visto quella Donna le ho promesso che avrei fotografato l’Oceano dentro i suoi occhi.
Qualche ora dopo l’ho guardata prendere un treno in una stazione che non l’avrebbe mai più vista tornare.
Fino a quel momento, fino a quel pomeriggio, avevo mantenuto tutte le promesse fatte.
Da quell’istante, ne restava fuori una. Perciò, per rispettare anche l’ultima, ho cercato sulle strade del mondo persone che avessero negli occhi un bagliore simile, un riflesso comune. Ho cercato nei volti delle Donne incrociate durante i miei viaggi, un cenno, un particolare che potesse contenere quella bellezza che avevo ormai perso. Alla fine, nello sguardo di chi ho incontrato ho riscoperto la meraviglia di chi avevo perso.”
Ecco dunque la storia di questo progetto: con queste fotografie, in qualche modo, in silenzio, ho mantenuto anche l’ultima promessa: “The last Promise”.
Ho fotografato gli occhi più belli mai incontrati e, per qualche istante, mi sono illuso che quel treno fosse tornato.
Adesso anche l’ultima promessa è stata mantenuta.
Forse ora, sarò libero di andare per altri mari.
In quanto a Voi, per le mani avete una mappa, oltre che scarpe comode.
Buon viaggio.

Vi presento Saal Digital

Saal Digital: forse ancora non vi dice nulla. Non diceva nulla neanche a me. Poi per caso, scopro questo marchio, questa azienda: stampe, fotolibri, poster, foto, cartoline. Quello che vi preferite, a portata di click.
Tutto nasce da una sfida: un link on-line vi invita – e vi sfida – a mettere da parte per un attimo il tipico legame che ogni fotografo ha con il proprio laboratorio di stampa, scegliendo di testare nuove soluzioni marchiate “Saal Digital”.
(Ecco il link: http://www.saal-digital.it/ )
Detto, fatto: provato.
Ho scelto il fotolibro Saal Digital nel formato 28 x 19 cm.
Tema? Il mio reportage nelle Filippine: Barangay.
Risultato? Eccezionale.
Già al tatto il fotolibro dà tutta l’impressione di esser frutto di un ottimo lavoro: copertina imbottita, stampa perfetta, colori nitidi, vivi. Le pagine hanno il loro peso, uno spessore giusto, sono tenute insieme in maniera stupefacente. La stampa fotografica non evidenzia il minimo errore, non vi sono imperfezioni nell’impaginazione, né nella resa cromatica. Stupefacente.
Un salto nel buio rivelatosi un bagno di luce.

Aggiungeteci l’assenza del logo Saal Digital sui prodotti, l’immensa facilità di utilizzo del programma di editing messo a disposizione, un prezzo competitivo ed una consegna (completamente tracciabile) da record: un vero successo.

 

 

 

 

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